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A cura di Stefania Dezi
Stefania Dezi propone sedute individuali di riabilitazione e cura delle problematiche legate all'uso della voce.
Cantanti, attori, insegnanti, operatori di call center, uomini politici e tutti coloro che utilizzano la voce per lavoro sono più soggetti alle patologie vocali.
Le cause dei disturbi vocali possono essere organiche, psicologiche, funzionali (legate all’uso scorretto). Potremo in esse distinguere:
- le disfonie disfunzionali pure: alterazioni delle caratteristiche qualitative e quantitative della voce determinate da un'alterazione dell’impostazione fonatoria, indotta da surmenage e malmenage vocale, cui si affiancano fattori scatenanti che agiscono su un terreno predisposto da fattori favorenti;
- le disfonie disfunzionali con laringopatia secondaria: tappa successiva dell’alterata gestione del sistema-voce, con comparsa di lesioni organiche obiettivabili, ad esordio a volte improvviso (ad esempio, edema acuto o polipo da sforzo).
Gli strumenti diagnostici delle patologie vocali sono oggi particolarmente avanzati. Gli otorini e i foniatri attraverso la videolarindoscopia a fibre rigide riescono a visualizzare in modo ottimale le corde vocali e le strutture adiacenti. L'utilizzo della videostroboscopia consente di filmare la vibrazione cordale mettendone in rilievo eventuali alterazioni. La valutazione foniatrica viene integrata da quella logopedica attraverso la spettrografia vocale, un esame elettroacustico dei parametri vocali attraverso registrazione digitale. In seguito si osservano le diverse modalità di emissione vocale (lettura a leggio, emissione parlata, cantata, ecc), e si invita il paziente a compilare un questionario di autovalutazione della disfonia; il Voice Handicap Index (VHI), che permette di discriminare tra coscienza del problema vocale, grado di disabilità e trasformazione in handicap del disturbo disfonico. Dopo l’iter terapeutico (che consta in media di 10 sedute di circa un’ora) si effettuano di nuovo tutte le registrazioni e una nuova laringoscopia dall'otorino di fiducia per verificare l’assorbimento, ad esempio, di eventuali formazioni micronodulari e il ripristino del corretto tono muscolare.
L'alternativa alla terapia riabilitativa è in molti casi quella chirurgica soprattutto se i noduli hanno raggiunto una certa grandezza. Occorre sottolineare, però, che l’asportazione chirurgica dei noduli non è sempre risolutiva. Questi, infatti, tendono a riformarsi se non si prevede anche una terapia vocale post-operatoria per eliminare quei comportamenti che innescano la disfunzionalità.
In ambito rieducativo, bisogna privilegiare quegli approcci che si avvalgono di software specifici per l’allenamento fonatorio e il potenziamento del circuito audio-vocale (educazione all’ascolto), in modo da consentire al paziente di avere un feedback visivo e uditivo della produzione vocale in tempo reale e di monitorare i progressi ottenuti.
Secondo alcuni studi oltre l’80% dei pazienti che hanno effettuato il trattamento logopedico non incorre in ricadute. Nel caso in cui vi siano episodi di disfonia, questi sono risultati di minor durata (92%), attestando il mantenimento di una corretta modalità fonatoria nel tempo.
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